baci a tutti.
baci Ilaria
25/9
Ciao a tutti, amici italiani.
Vi mando un paio di foto della mia permanenza qui. Sono arrivati i
temporali e quindi fresco un giorno e bollente l'altro (quando evapora
l'acqua dalla terra ti sembra di nuotare)
Balbetto ancora il francese, ma per i bimbi non serve davvero. Per gli
adulti invece sarebbe utile. Ma a chi importa degli adulti?I bambini
sono stupendi: appena ti vedono ti corrono incontro, ti abbracciano, ti
seguono tenendo ognuno un tuo dito (il mio record per il momento è stato
camminare con 5 bambini per mano, ma credo di poter arrivare a 8...)
Oggi, per cambiare dal solito gioco, mi sono rinchiusa in un laboratorio
a fare una bella madonnina in pirografia, da mettere nella stanza dove i
neonati con meno di un mese vengono portati e lasciati in isolamento
(così che non prendano le malattie dagli altri.) Oggi ne è arrivato uno
di un giorno, la cui mamma è morta di parto. Se non ci fossero le donne
pagate dal centro a dargli il latte artificiale e a fare da balie, i
bimbi morirebbero. Qui infatti si ritiene che sia il bambino ad aver
ucciso la mamma e quindi non può essere allattato da nessun'altra donna
del villaggio, perchè porterebbe male.
Questi bambini vengono accolti e tenuti qui fino ai 2-3 anni, poi
vengono reinseriti nella famiglia i origine (sono i bimbi delle foto,
Sureia e Luis insieme a me). Ce ne sono 42 che non camminano, 9 che
camminano (quelli con cui gioco io di solito...)
Che strana gente che è questa: fanno tutto con calma, come se non
esistesse un domani. Non programmano, non risparmiano, non hanno la
visione del futuro...
Ora fuggo che sono al pc da ore e ormai è notte. Poi arriva l'uomo nero
e mi mangia :)
baci
a presto notizie lunghe e dettagliate Ilaria
allora, invece di continuare a dirvi sempre quello che faccio
(essendo che faccio sempre le stesse cose), vi racconto un pò di
qui.
La gente della fondasion è sempre troppo silenziosa per i miei gusti
e l'unica ragazza italiana che c'è qui della mia età (venuta con il
servizio civile) non mi rivolge la parola. Per fortuna ho trovato
una grande amica in Verdianne, una novizia ruwandese venuta per il
praticantato che parla inglese e francese.
Un altro bel soggetto è la matta del porticato: una signora pazza
che dorme e vive nella nostra veranda e che saltuariamente tira i
sassi alle donne che passano (e non agli uomini... perchè poi non lo
so).
Dormire qui è davvero strano. Innanzi tutto la mia camera sa di
africa. è un odore molto particolare, che sa di sudore e di terra.
Ma non il sudore cattivo da adolescente che ha appena giocato a
palla. L'Africa sa di acqua, sale e terra. Tutto qui ha questo
odore!
Fuori da dove dormo io, oltre ad esserci la matta, c'è un albero in
cui degli orribili uccellacci hanno fatto il nido. Perchè orribili,
direte voi? Perchè fanno un verso simile ad un urlo disperato,
quelli da film horror, e di notte mi svegli ogni tanto di colpo,
spaventata da queste urla. Almeno sono buoni da mangiare (qui
mangiano di tutto, anche i gatti)
Se non bastasse l'odore straniero, le grida selvagge e la matta
fuori dalla porta, abbiamo dietro la fattoria e non so bene perchè,
l'asino stamattina si è messo ragliare. Ma perchè?! Fammi dormire!
Nonostante questo mi dormo le mie belle 10 ore a notte, dalle 9 di
sera alle 7 del mattino... era dalle elementari che non andavo a
letto così presto... qui la corrente elettrica è un bene prezioso e
raro (l'abbiamo solo noi) e quindi tutti cenano al tramonto e poi
vanno a letto, per alzarsi di nuovo all'alba.
Un altra cosa carina che vorrei condividere è la fauna: gli insetti!
Avete mai visto il re leone, quando simba si nutre degli insetti
sotto il legno? Ci sono tutti! I millepiedi ciccioni e gli orribili
scarafaggi. Siamo inondati da rane e rospi di tutte le forme e
dimensioni (quelli piccoli come l'unghia del pollice e quelli grandi
e ciccioni da leccare).
Ma la vera chicca cono i serpenti che hanno fatto il nido nel tetto
di paglia del sarì di sorella rosa... tutte le volte che ci devo
passare, tremo!
Ulteriori notizie e aneddoti nella prossima mail.
baci
Ilaria
P.S. io tutto bene. balbetto francese o spesso sto zitta. Sto
iniziando a scoprire che sa un pò di inglese e gli attacco pezza. Ho
imparato i nomi di un sacco di bambini e gioco tutto il pomeriggio.
La mattina dipingo cose su commissione per Sorella Rosa: mi sto
intossicando con le vernici acriliche camerunensi, che danno un pò
alla testa...
ancora niente malaria :)

29/9
Oh ragazzi, ho un sacco di cose da raccontarvi!
Purtroppo la linea non ha funzionato nel week end e quindi non
ho potuto scrivere.
Partiamo dall'inizio:
SABATO: mega gita con i bimbi della juà e della cresc (2-7 anni)
alla piscina di un tipo a 3 ore di pullman da qui. Ma dico: chi
è che si fa tre ore e passa di pullman per andare in una micro
piscina? Ragazzi, siamo in africa!
Siamo anche andati a visitare il lago, una bella pozza d'acqua
marroncina con tante capanne attorno. Per arrivarci abbiamo
fatto una bellissima strada sterrata... in pullman!!!!
La piscina era 2mx2, con 20 cm d'acqua (ma quello era studiato
apposta per i bimbi) e io sono entrata in acqua vestita per
proteggere i bimbi più piccoli dagli schizzi e dalle barbarie
dei più grandi, che sembravano appena entrati in uno schiuma
party: saltavano, urlavano, si spruzzavano.
Indovinate?! mi sono ammalata! Cioè, sono stata a letto tutta
domenica con il raffreddore e già lunedì era in formissima. è
colpa dello stupido tempo del camerun, o meglio, della mia
solita fortuna per cui mi prendo i monsoni in tutti i
continenti. Infatti, appena sono uscita dalla piscina, è venuto
un temporale. E che temporale! Questa ve la devo raccontare bene,
perchè è stata troppo bella.
Immaginate la scena: pullman con 30 bambini, in perfetto
silenzio. Già questo ti fa presagire che qualcosa non va. Un
unica strada, dritta. Attorno il nulla: erba, cespugli, qualche
albero, pianure sterminate e incolte. Una sola vettura: la
nostra. Il cielo diventa nero, con grandi nuvoloni. Iniziano a
venire i lampi, che illuminano tutte le ombre attorno e fanno
luce sui bambini, seduti nel buio, in silenzio, ad occhi
spalancati (questa è una licenza poetica... in realtà dormivano
quasi tutti, solo Igar, seduto sulle mie ginocchia, aveva quella
bella espressione terrorizzata sul suo bel musino... quant'è
bello!). Fulmini, di quelli veri, partono dalle nubi e arrivano
a terra. Poi inizia la pioggia, a fiumi. Praticamente non
vediamo più la strada. Ma la cosa peggiore di tutte non era che
avevo i capelli bagnati e mi sentivo già la malattia alitarmi
sul coppino. La cosa peggiore era quella terribile canzoncina in
ghisiga (dialetto del luogo) che è andata aventi per tutte le 4
ore del viaggio: la stessa canzone!!!!
Così è passato il sabato e la domenica a letto (ma qui non lo sa
nessuno: ho finto di andare a fare dell'altro e mi sono
rifugiata nella mia stanza!)
Lunedì sono stata promossa da giocatrice con bambini a tecnico
del pc. Pare infatti che io qui sia la più grande esperta nel
raggio di km! Cosa ridete?! è vero! tutti mi chiamano e osannano
le mie incredibili capacità.
martedì ho continuato la mia scalata sociale, diventando
assistente dell'infermiere Joseph! Lui non parla che francese, ma
ormai capisco abbastanza. Nel suo ambulatorio vanno di ogni e
lui fa si ogni: dal drenare ascessi, al prescrivere strane
medicine, a fare perfusioni e co. Dovreste vederlo: è un uomo
alto, nero come il carbone, serio e silenzioso. Molto fiero
della sua posizione (in cima alla scala sociale) e del suo
camice bianco (a manica corta). Io in realtà non posso fare a
meno di sorridere vedendo i calzoni super colorati che spuntano
dall'immacolato camice, ma qui sono il top (il tinta unita non
esiste davvero). Abbiamo fatto il giro visite dei bimbi e
accolto gente del paese. La cosa bella era che le mie conoscenze
erano assolutamente inutili, non perchè superflue, ma perchè
impraticabili.
Avete questo farmaco? no.
Datele quell'altro, mangiando prima il pane! pane?
latte! Latte?
antidolorifico e ghiaccio. Ghiaccio?
... qui si va a tachipirina e ibuprofene, praticamente per
tutto!
Molto fiera della mia nuova statura sociale, vi dico
l'ultimissima cosa, promesso!
Ho trovato un bellissimo corso di francese: due educatori dei
bimbi sordi mi fanno scuola tutti i giorni dopo il rosario e mi
danno anche i compiti! La cosa più bella (a parte il fatto che
anche loro sono belli) è che mentre Lamì spiega a me, Armen
risente la stesse cose a dei bimbi alti tre spanne!! Che figura
ci faccio?! Infatti studio tantissimo nei momenti liberi per
restare in pari.
Insomma, tutto bene quaggiù
se Dio vuole fa anche un pò meno caldo
a presto altre notizie. Prometto: saranno meno prolisse!
baci
Ilaria

30/9
Guardando il sito, mi sono resa conto che so i nomi di tutti i
bambini delle foto! Questo rende tutto estremamente vero e vicino...
I miei preferiti sono i bimbi da 1,5 a 2 anni. Ieri ho lavorato con
l'infermiere e quindi non ho avuto tempo per giocare con loro. E quando
gli passavo vicino, mi correvano incontro, attaccandosi alla mia maglia,
urlando: me! me! me!, per farsi prendere in braccio e per giocare (il
loro passatempo preferito è tirarmi il naso. Quando lo fanno, io fingo
di essere un clacson e suono!)
Ieri pomeriggio sono venuti degli infermieri da Marua (la città vicina)
portando lo strumento per misurare l'emoglobina. Stanno infatti facendo
una sperimentazione sui bimbi dopo la malaria (che qui hanno tutti) e
pare che una tisana fatta con una cera pianta gli faccia risalire
l'emoglobina. Così abbiamo passato il pomeriggio a bucare dita e
consolare bimbi urlanti.
Comunque devo dire che vi ho mentito, senza saperlo: le matte del centro
sono tre, non una come da me professato. Abbiamo quella che tira i
sassi, di cui non so il nome. Agnes, che oltre ad essere matta è pure
sorda, ma molto simpatica: ti porta sempre in giro urlando e spiegandoti
le cose in un linguaggio dei segni che conosce solo lei (è lei nella
foto). E poi c'è Guardarai, che passa, ti prende la mano e si fa
accarezzare. Tutte dormono sotto il portico o in giro. Eppure c'è
qualche folletto buono che tutti i giorni dà loro da mangiare ed abiti
puliti, perchè sono sempre ben vestite e ordinate (sdraiate davanti alla
mia porta).
Oggi avevamo a pranzo il vescovo di qui... avreste dovuto vederlo! Un
uomo di 33 anni, simpatico e allegro, che si è presentato alla nostra
porta con una bellissima maglia blu allegra, di quele tutte screziate. è
diventato il mio nuovo mito!
a presto altre foto e notizie
baci
Ilaria

1/10
Che schifo! Ieri ho sentito uno strano rumore nel sottotetto di
cartongesso (per separarci dal tetto di lamiera) e ho avuto la
malsana idea di chiedere: ci sono i topi e i pipistrelli!
E ieri notte ho sentito uno strano rumore e ho acceso la luce: le
formiche, accanto al mio letto, tentavano di portarsi via un bruco
ciccione, in verticale lungo il muro. Forse sto sviluppando dei
super sensi... ho sentito il rumore delle formiche al lavoro. Forse
per una strana fusione della legge di Darwin e di Lamark, stando qui
sto sviluppando le caratteristiche necessarie alla sopravvivenza:
super udito, super velocità, artigi di adamantio... seee, magari...
Oggi voglio farvi capire meglio il miscuglio culturale in cui mi
trovo immersa: vi descriverò la tavola a cui mangio.
Io: parlo inglese con Verdianne (la seminarista del Rwanda), parlo
in italiano con Francoise e padre Danilo, rido alle battute in
francese che credo di avere capito (spesso faccio finta)
Rosa arriva sempre tardi a mangiare perchè passa tutto il tempo
possibile con i suoi tesori della cresc. Non parla molto. Tutti
hanno paura di lei, perchè qui è il gran capo. A volte mi faccio
suggestionare dal timore comune e anche io la tratto con i guanti di
seta. Poi mi rendo conto che è stupido, perchè lei è carinissima e
non credo abbia mai mangiato nessuno (oppure nessuno è mai
sopravvissuto per raccontarlo)
Marì è una sorella Togolese, che a volte mi fa un pò paura...
A chiaccherare con me ci sono spesso Verdianne, Francoise (una
sorella del Congo, credo... se sbaglio mi picchia) e Padre Danilo,
il simpatico fondatore della Missione, Sacerdote del Pime. Parlare
con lui o vederlo parlare mi mette sempre allegria, è proprio una
bella persona.
Da un lato abbiamo i due francesi di Francia: Jan e Tienrì (che
sicuramente non si scrivono così) con cui io non parlo quasi mai,
perchè non capisco una parola di quello che dicono e loro non sanno
l'inglese. Jan in particolare è impossibile da capire e quando io
gli chiedo di ripetere più lentamente, lui mi ridice tutto
esattamente nello stesso modo. Ed è in quel momento che io espongo
la mia migliore "faccia da esame" e annuisco, convinta, fingendo
spudoratamente di avere capito. Se poi lui sembra aspettare una mia
risposta, chiedo a Verdianne o a Francoise di tradurre per me. Ormai
avrà capito che non capisco niente di quello che dice, perchè non mi
parla più... :)
Di buona chiacchera, se preso in causa è anche Joseph, fratello del
Pime del Bangladesh.
Ultimamente la quota di italiani a pasto sta salendo, con mia grande
gioia: oltre ad Alice (una ragazza di 28 anni che non mi parla mai)
che è qui dall'inizio, sono arrivate Laura (simpatica ragazza di
Milano che abita qui da 3 anni) e Federica di Vicenza, giunta oggi.
Poi ci sono Celesten e Cristoph, camerunensi che parlano solo
francese, e la famiglia mista, composta dal bergamasco Giacomo,
Ivonne (camerunense, sua moglie) e i suoi due bimbi caffelatte,
Giovanni e Anna. Giovanni è diventato mio amico (ha 4 anni e 8 mesi,
come dice lui) e mi traduce spesso con gli altri (lui parla
italiano, francese e ghisiga).
Quindi immaginatevi: mi trovo sempre a parlare la lingua sbagliata
con la persona sbagliata. A volte parlo a Verdianne in italiano, a
Francoise in inglese e francese a caso. [Oggi ho avuto la mia prima
conversazione in francese!! Evviva!! Tra gesti e disegni, ci siamo
capite io e Beatrix (una balia del sarì la Juà, con i bimbi dai 3-6
anni). doppio evviva!
Ma mi piace questa tavola, anche se spesso è troppo silenziosa per i
miei gusti: se chiedi, c'è sempre qualcuno con una vita
straordinaria da raccontare!!
Poi si mangia di un bene! Secondo me tornerò con 5 kg in più! E io
che speravo di tornare trasformata in una modella... Sarebbe stato
così se avessi dovuto mangiare all'africana: il loro piatto tipico è
una farina senza sapore di miglio, immersa nella souse (roba
appiccicaticcia con roba strana sminuzzata dentro). La mettono in
uno scodellone al centro del tavolo e tutti di pucciano dentro le
mani e mangiano... che schifo!! I bimbi escono dal pranzo che
sembrano aver fatto la doccia nella souse, tantè che spesso ce
l'hanno anche nei capelli (senza esagerare). Io di solito esco
digiuna e con più bulle (farina di miglio+souse=bulle) sulla braghe
che nello stomaco, grazie ai miei amati bimbi. Ma ameno da loro mi
faccio capire (da loro e dai sordi!)
In infermieria l'altro giorno la paziente parlava solo Ghisiga con
l'infermiere, che traduceva in francese per Francoise, che traduceva
in italiano per me.
Ma la cosa più bella è la messa: il prete parla in francese e poi fa
una pausa. Saltano fuori due tipini e traducono in Ghisiga e nel
linguaggio dei sordi per la comunità: stupendo!
Baci Ilaria
2/10
Ultimamente qui la vita si è fatta molto attiva. Tutti mi cercano
per lavori di informatica e co, sono sempre a disegnare per i bimbi
o in infermieria con il buon Joseph. Sto iniziando a leggere meglio
le espressioni di Joseph e ho capito che non è affatto serio, come
avevo scritto nella mia ultima mail: ha sempre un angolo della bocca
che sorride e appena può scherza. Mi piace un sacco! (come persona,
intendo)
Ieri è venuta una delegazione da yahundee (la capitale, mooolto
lontana da qui) dell'OMS (per i profani: organizzazione mondiale
della sanità) per un sospetto caso di leismaniosi cutanea. Abbiamo
qui un bimbo, Sinata, con la faccia mangiata da queste bolle di
origine sconosciuta. Sono tre anni che quelli del centro tentano di
capire e lo portano in giro per tutto lo stato, senza risultato.
Speriamo di aver fatto un bel passo avanti, ieri.
La sera poi ho inaugurato una bellissima scuola di disegno per i
bimbi più grandicelli. La scuola è così: io disegno sulla lavagna,
nel buio del loro Sarì, illuminando con la pila. Loro copiano. Ne
erano davvero entusiasti! Per uno molto bravo ho disegnato un
libricino con le istruzioni (ovviamente disegnate) per imparare a
disegnare.
Tra l'altro ho scoperto che qui i bimbi non parlano francese: sanno
solo alcune parole. Parlano tutti solo il dialetto del villaggio, il
Ghisisga! Io, non sapendo il francese, non avevo capito che nemmeno
loro lo conoscevano! Questo mi fa sentire molto meno stupida per non
aver studiato a casa questa lingua. Posso finalmente smettere di
flagellarmi.
Ieri ho anche scoperto che gli acquerelli sulla pelle nera fanno un
effetto bellissimo! Ho passato il pomeriggio a fare facce da leone
e da giaguaro. Ho inaugurato la faccia da Giaguaro su un bimbo che
poverino è caduto nel fuoco della capanna quando era piccolo e che
quindi ha tutta una metà del corpo bruciata e gli mancano un
orecchio e una mano... Mi fa una tenerezza incredibile: quando mi
chiede qualcosa, lo accontento sempre! Emanuel invece (che io chiamo
Chef, perchè è sempre a comandare), correndo con la sua faccia da
giaguaro in mezzo ai bimbi della Cresc, ha seminato il panico! Tutti
a piangere e scappare!
Che ridere... Ho dovuto consolare la piccola sureia in lacrime ( la
giustizia divina ha voluo che avesse appena mangiato e che quindi
fosse coperta di bulle dalla testa ai piedi, sporcandomi
completamente).
Oggi c'è una grande festa al centro. Hanno addobbato tutto e ci
saranno grandi cose. Farò un mucchio di foto per fare invidia a voi
che siete sotto la triste pioggia italiana, mentre io qui sono
immersa in un mare di colori!
buona giornata a tutti
baci
Ilaria
4/10
purtroppo qui internet non ha funzionato per qualche giorno e ora
vi tocca una mail lunghissima...
Venerdì abbiamo fatto una grande festa con danze, musiche e co. I
ragazzi sordi avevano anche messo su un teatro (io, pur non capendo
il francese, ho riso come una cretina) e la sera hanno fatto delle
danze (come sentissero la musica, non l'ho ancora capito...)
Ho quasi abbandonato lo studio del francese per darmi al
linguaggio dei sordi: ho già imparato l'alfabeto e una ventina di
vocaboli, con cui riesco a dire quasi tutto (tanto loro sono molto
svegli e capiscono al volo).
Venerdì sera poi ho trovato davanti al refettorio tre ragazze
giovani europee. Inizialmente non sapevo cosa fare, perchè non avevo
idea in che lingue parlargli, ma subito abbiamo attaccato una bella
conversazione in inglese: sono 4 ragazze (una è arrivata dopo)
tedesche di 19 anni (salino tra un anno!!!! aaaah!!!) che passano un
anno qui a Marua con il progetto World Wide. Hanno una casa tutta
loro in città e lavorano in diversi centri: che coraggio! Sono
arrivate qui un paio di giorni prima di me, il 14 settembre e una si
è già presa la malaria, nonostante l'antimalarica, l'autan e le
zanzariere. Era un pò abbattuta e io ho cercato di consolarla: qui
la malaria è come da noi la pioggia, scomoda ma frequente ed
inevitabile. Tutti ce l'hanno e curano solo la forma acuta, senza
mai debellarla completamente. Dopotutto se la riprenderebbero in un
attimo e sarebbero sempre sotto antibiotici. Molti dei sordi che
abbiamo qui sono causati dalle medicine per la malaria... Io e le
ragazze tedesche siamo subito diventate amiche e ci siamo scambiate
i numeri e le mail, con la promessa di rivederci in un futuro. Loro
erano entusiaste del centro Bethlem e hanno prospettato l'idea di
venire qui a lavorare un pò. La sera purtroppo sono ripartite per la
città... uffa...
Sabato grande gita a Rumsiki: siamo partiti in 5 e dopo 100 m
eravamo 12: tutti quelli del villaggio che avevano bisogno di un
passaggio in città, sono saliti dietro al nostro pick-up e siamo
diventati un pulmino. Scena top della giornata: vola via la parrucca
di una ragazza, che scende a prenderla, lasciando indietro le scarpe
per correre più veloce. Noi torniamo indietro a rimbarcarla e poi
torniamo indietro di nuovo a riprendere le scarpe: che risate! Il
villaggio di Rumsiki è a pochi km dal confine con la Nigeria, a 100
km da qui... 3 ore emmezza di macchina. 1h per i primi 50, poi,
sorpresona: 50 km di strada sterrata!!!!!!! Volevo morire (anche il
mio fondoschiena voleva morire). Il posto poi era molto bello e
caratteristico. mi sono fatta predire il futuro da uno stregone che
legge i granchi (mette i granchi nella sabbia con dei bastoncini e
poi guarda cosa fanno) e mi ha predetto tanti viaggi in tutto il
mondo, in cui accoglierò le persone e un ritorno qui in Camerun.
Chissà che abbia ragione... Durante il lungo viaggio non facevo che
pensare ai miei piccoli amici qui: avrei voluto essere con loro!
Sabato prossimo mi hanno proposto una giornata a vedere gli animali
nel parco naturalistico di Wasa, ma non so se andrò: sono gli ultimi
giorni e voglio stare il più possibile con i miei amici!
Oggi invece sono andata a messa nel villaggio... a piedi!! che
barba! Ero insieme ai bambini e siamo partiti alle 9 per andare alla
messa delle 10.30. Abbiamo fatto mezzore di cammino e poi un'ora di
attesa (qui sono già tutti in chiesa mezz'ora prima della messa,
come minimo. Arrivare in ritardo a messa non è concepibile. Per
tutto il resto un'ora di ritardo è standard... Che la Gloria sia
camerunense?). Solo dopo ho scoperto che gli europei venivano in
macchina... tantè che sono tornata a piedi, insieme ai miei bimbi.
Il caldo in chiesa era straziante e Francoise ha rotto una panca
sedendocisi sopra, tra le risate generali.
Qui ho imparato a riconoscere i religiosi dagli altri dal modo
con cui fanno il segno di croce: di solito vedi la gente, come me e
voi, che lo fa di istinto, senza pensare. Qui ho conosciuto persone
che quando fanno il segno di croce prima di mangiare ci mettono
tutto l'amore di un abbraccio ad un padre o ad una madre molto
amata. Come io riabbraccerò la mia mamma quando tornerò, dopo non
averla vista per tanto tempo. Vi giuro che anche solo quel gesto è
davvero commovente...
Mi scuso per la mail prolississssssima...
Ve ne prometto di molto peggiori nei giorni prossimi ;))
baci
Ilaria
6/10
sarò brevissima: voglio far riposare la vostra voglia di
leggere, altrimenti inizierete a cestinare le mie mail senza
leggerle (che poi sarebbe poco male, vi toccherebbe tutta la
spiegazione di persona, che è molto peggio...)
Imparo il linguaggio dei sordi: grazie ad un lungo allenamento
scautistico ai bans, sono molto veloce a ricordare i gesti.
Parlo maglio con loro che in francese!
vi mando tanti baci e tre foto: io, la mia amica novizia
Verdianne e la mia insegnante sorda. Io e la mia bimba
marsupiale (ti salta in braccio e non c'è modo di farla
scendere), io e il mio capo: l'infermiere Joseph. Tutte foto
della festa di venerdì.
Mi dona lo sciapò all'africana, vero?
baci e abbracci
Ilaria


10/10
nuove notizie aggiornate. Ho mantenuto il silenzio stampa questa
settimana per intenet che andava e veniva, qualcuno che si era
fregato la chiave della sala pc e perchè avevo paura che non mi
sopportaste più!
Partiamo dalla notizia più fresca e sconvolgente: stanno uscendo
i serpenti!!! bleah! ieri stavo facendo la pulizia settimanale
della scuola dei sordi con i miei nuovi amici e ne è spuntato
uno da una roccia, ucciso prontamente dalla maestra (anche lei
sorda, ingambissima: la adoro!). Uno bello grosso è stato
trovato morto nell'aiuola davanti a casa. Stamattina rosa ha
portato all'ospedale il papà di un bimbo morso da un serpente...
joseph dice che dove vedi rane, ci sono serpenti, e il nostro
portico è pieno! Ha detto anche che a volte scavano le buche
sotto le porte ed entrano nelle camere!!!! aaaaah!
Mercoledì sono andata al "giro visite" con Francoise, in
bicicletta sui sentierini nei campi che portano nei villaggi
vicini, prima da una donna in cinta con la febbre tifoide, poi
da una bimba malformata di 4 mesi. Quando siamo arrivate alla
capanna della bimba abbiamo scoperto che era morta. Francoise ha
tempestato di domomande il papà e ha scoperto che l'uomo stava
pensando di lasciare la moglie perchè "i dottori dicevano che
aveva una malattia che trasmetteva ai bambini" e non poteva
dargli figli sani, essendo che il primo era morto di malaria
(notoriamente genetica... se, come no) e il secondo era nato
malformato. Traduzione: lo stregone del villaggio gli aveva
detto di cercarsi un'altra moglie (e scaricare questa). Io
subito ho affermato di essere un dottore italiano (piccola
bugia, a fin di bene) e che non ci sono malattie di questo
genere trasmesse dalla madre. Che i bimbi malformati hanno
fratelli sani. Francoise ha tradotto in francese e un ragazzo ha
tradotto in Guisiga per il papà, quindi non so quanto del mio
discorso sia arrivato... quando è iniziata a calare la sera
siamo tornate a casa. Qui, mi hanno poi spiegato, la poligamia
è normale sia per gli animiti, che per i musulmani, che per i
cristiani.
A cena rosa mi ha raccontato che quello stesso pomeriggio
avevano dovuto rianimare due volte un bimbo neonato della creche,
in arresto cardio-respiratorio. Quando ho chiesto perchè non
l'avevano portato in ospedale, lei mi ha spiegato che l'ospedale
non ha nessuna tecnologia in più di noi. Non hanno l'ossigeno
per il bambino, nè dei monitor per controllarlo. Tanto vale
tenerlo vicino e sott'occhio noi. Insomma:giornatina tranquilla.
Il resto della settimana l'ho passato con i ragazzi e le ragazze
sorde, che ho imparato ad amare. Li capisco molto meglio di
quanto capisca i francesi e loro capiscano me. Il top di
comunicazione è con gli insegnanti dei sordi, con cui unisco
segni e parole e riesco a dire tutto! Ho girato un pò tutte le
classi, concludendo ieri con la scuola materna, che mi è
piaciuta un sacco. Ieri pomeriggio poi ho aiutato a raccogliere
le verdure e ho fatto un pò di sano lavoro manuale, che fa
sempre bene, insieme a mio figlio!
Infatti ho deciso di adottare uno dei bimbi del centro e quando
gliel'ho detto (spiegando che l'adozione era distanza ecc.) lui
ha inziato a guardarmi in un modo stupendo e a chiamarmi mamma.
Che carino!
Vi allego una nostra foto
baci
Ilaria
