DIOCESI DI REGGIO EMILIA e GUASTALLA

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Diario di Ilaria in Camerun

 

MAIL dal CAMERUN

Ilaria, una Civiessina del Gruppo Giovani di Reggio Emilia, ha passato un mese nella missione dei Silenziosi Operai della Croce a Mouda in Camerun, per un’esperienza di servizio e condivisione. Queste sono le e-mail che mandava a casa raccontando la sua esperienza.

 

18 settembre 2009

Ciao a tutti, vi scrivo per dirvi che sono viva e vegeta, in Camerun. Non ho potuto scrivere prima perché, a causa delle forti piogge, la corrente va e viene!

Il viaggio è stato lungo ed estenuante. Sono partita la mattina del 16 e sono arrivata qua a pranzo del 17: AIUTO!!!

C'è un caldo terribile, molto umido... ovviamente mi sono beccata la stagione delle piogge, quella in il caldo è atroce e le zanzare sono milioni!

Il posto è davvero bellissimo. Mi ero aspettata il peggio, lungo la strada, nelle 5 h di macchina che mi hanno portata dal Chad a qua. La strada era piena di buche ( ho capito perché nessuno gira in macchina e tutti sono in moto) e lungo il percorso c'erano solo villaggi di una decina di case composti da casette circolari di fango e paglia. L'unica casa in muratura che ho visto è stata quella del presidente del Chad!

Ho attraversato uno dei più grandi parchi safari dell'Africa e ovviamente non ho visto una bestia nemmeno a piangere! Il mio autista mi ha detto che quando è partito per venirmi a prendere c'erano decine di giraffe che pascolavano accanto alla strada. Io ho visto solo tantissimi insetti feroci.

La lingua non è più di tanto un problema: ho trovato un bambino che parla italiano e francese e l' ho eletto mio traduttore ufficiale! Poi mi sono infiltrata nel gruppo dei bimbi piccoli, che non sanno parlare e che quindi non possono lamentarsi dei miei patetici "ollallà" e "alè".

Qui ci sono più di 200 bambini, di cui 70 colpiti da sordità: tutti i bimbi di sorella Rosa.

Oggi sono andata all'ospedale a trovare una bambina del centro ricoverata. Basta dire che nei corridoi ci sono galline e parenti che dormono sdraiati per terra. In tutto l’ospedale c'è un solo dottore generalista (come sarò io tra due anni: Oh my God!) e tutti gli altri sono infermieri, che fanno operazioni chirurgiche, diagnosi e terapie.

Vorrei raccontare di più, ma temo che la connessione salti da un momento all'altro.

 

20 settembre 2009

Mi piace qui. Ho iniziato a fare amicizia con i bimbi sordi. Per comunicare mi disegnano per terra quello che vogliono. Ho creato un piccolo catalogo di disegni che posso fare per loro.

I bimbi sono bellissimi! Ti vedono e ti corrono incontro per abbracciarti.
Oggi in realtà mi hanno assalito perché ho avuto la malsana idea di fare un braccialetto di carta ad una bimba (un semplicissimo pezzo di carta bianco, tenuto insieme dallo scotch) e mi sono saltati addosso in 30, piangendo, chiedendo anche loro  un braccialetto. E io ad urlare: bon, bon, premier le petit anfat... C'era chi si attaccava al collo, chi mi tirava le braccia, chi spingeva e urlava: da panico!

Per il resto tutto bene. Appena posso vi faccio sapere!

 

22 settembre 2009

Ciao a tutti, amici italiani.

Sono arrivati i temporali e quindi fresco un giorno e bollente l'altro (quando evapora l'acqua dalla terra ti sembra di nuotare).

So che mi ripeto ma: i bambini sono stupendi! appena ti vedono ti corrono incontro, ti abbracciano, ti seguono tenendo ognuno un tuo dito (il mio record per il momento è stato camminare con 5 bambini per mano, ma credo di poter arrivare a 8...)

Oggi è arrivato un nuovo neonato, la cui mamma è morta di parto. Se non ci fossero le donne assunte dal centro a dargli il latte artificiale e a fare da balie, i bimbi morirebbero. Qui infatti si ritiene il bambino responsabile della morte della mamma e quindi non può essere allattato da nessun'altra donna del villaggio.

Questi bambini vengono accolti e tenuti qui fino ai 2-3 anni, poi vengono reinseriti nella famiglia di origine, quando li possono accogliere. Altrimenti restano qui con noi. Ci sono 42 neonati, e 9 bambini piccoli che sanno camminare in un gruppetto diverso (quelli con cui gioco io di solito...)

Ora fuggo che sono al pc da ore e ormai è notte.

 

25 settembre 2009

Allora, invece di continuare a dirvi sempre quello che faccio (essendo che faccio sempre le stesse cose), vi racconto un po’ di qui.

La gente della Fondathion è sempre troppo silenziosa per i miei gusti e l'unica ragazza Italiana che c'è qui della mia età (venuta con il servizio civile) non parla molto con me. Per fortuna ho trovato una grande amica in Verdianne, una novizia ruwandese venuta per il praticantato, che parla inglese e francese.

Un altro bel soggetto è una signora  che dorme e vive nella nostra veranda e che saltuariamente tira i sassi alle donne che passano (e non agli uomini... perché poi non lo so).

Dormire qui è davvero strano. Innanzitutto la mia camera sa di Africa. É un odore molto particolare, che sa di sudore e di terra. Ma non il sudore cattivo da adolescente che ha appena giocato a calcio. L'Africa sa di acqua, sale e terra. Tutto qui ha questo odore!

Fuori da dove dormo io, oltre ad esserci lei, c'è un albero in cui degli orribili uccellacci hanno fatto il nido. Perché orribili, direte voi? Perché fanno un verso simile ad un urlo disperato, quelli da film horror, e di notte mi sveglio ogni tanto di colpo, spaventata da queste urla. Almeno sono buoni da mangiare, o così dicono ….

Se non bastasse, abbiamo dietro la fattoria e non so bene perché, l'asino che stamattina si è messo  ragliare. Ma perché?! Fammi dormire!

Un’altra cosa carina che vorrei condividere è la fauna: gli insetti! Avete mai visto il re leone, quando Simba si nutre degli insetti sotto il legno? Ci sono tutti! I millepiedi ciccioni e gli orribili scarafaggi. Siamo inondati da rane e rospi di tutte le forme e dimensioni (quelli piccoli come l'unghia del pollice e quelli grandi e ciccioni da leccare).

Ma la vera chicca sono i serpenti che hanno fatto il nido nel tetto di paglia del Sarì di sorella Rosa... tutte le volte che ci devo passare, tremo!

Ulteriori notizie e aneddoti nella prossima mail.

 

29 settembre 2009

Oh ragazzi, ho un sacco di cose da raccontarvi!

Purtroppo la linea non ha funzionato nel week- end e quindi non ho potuto scrivere.

Partiamo dall'inizio:

SABATO: mega gita con i bimbi della Juà e della Crêche (2-7 anni) alla piscina di un tipo a 3 ore di pullman da qui. Siamo anche andati a visitare il lago.. Per arrivarci abbiamo fatto una bellissima strada sterrata... in pullman!!!!

La piscina era 2mx2, con 20 cm d'acqua (ma quello era studiato apposta per i bimbi) e io sono entrata in acqua vestita per proteggere i bimbi più piccoli dagli schizzi e dalle barbarie dei più grandi, che sembravano appena entrati in uno schiuma party: saltavano, urlavano, si spruzzavano. Appena sono uscita dalla piscina, è venuto un temporale. E che temporale! Questa ve la devo raccontare bene, perché è stata troppo bella.

Immaginate la scena: pullman con 30 bambini, in perfetto silenzio. Già questo ti fa presagire che qualcosa non và. Un’unica strada, dritta. Attorno il nulla: erba, cespugli, qualche albero, pianure sterminate e incolte. Una sola vettura: la nostra. Il cielo diventa nero, con grandi nuvoloni. Iniziano a venire i lampi, che illuminano tutte le ombre attorno e fanno luce sui bambini, seduti nel buio, in silenzio, ad occhi spalancati (questa è una licenza poetica... in realtà dormivano quasi tutti! Solo Igar, seduto sulle mie ginocchia, aveva quella bella espressione terrorizzata sul suo bel musino... quant'è bello!). Fulmini, di quelli veri, partono dalle nubi e arrivano a terra. Poi inizia la pioggia, a fiumi. Praticamente non vediamo più la strada. Ma la cosa peggiore di tutte non era che avevo i capelli bagnati e mi sentivo già la malattia alitarmi sul coppino. La cosa peggiore era quella terribile canzoncina in Guiziga (dialetto del luogo) che è andata aventi per tutte le 4 ore del viaggio: la stessa canzone!!!!

Lunedì sono stata promossa da giocatrice con bambini a tecnico del pc. Pare infatti che io qui sia la più grande esperta nel raggio di km! Cosa ridete?! È vero! tutti mi chiamano e osannano le mie incredibili capacità.

Martedì ho continuato la mia scalata sociale, diventando assistente dell'infermiere Josef! Lui non parla che francese, ma ormai capisco abbastanza. Nel suo ambulatorio vanno ogni tipo di paziente e lui sa fare tutto: dal drenare ascessi, al prescrivere strane medicine, a fare perfusioni e co. Dovreste vederlo: è un uomo alto, nero come il carbone, serio e silenzioso. Molto fiero della sua posizione (in cima alla scala sociale) e del suo camice bianco (a manica corta). Io in realtà non posso fare a meno di sorridere vedendo i calzoni super colorati che spuntano dall'immacolato camice, ma qui sono il top (il tinta unita non esiste davvero). Abbiamo fatto il giro visite dei bimbi e accolto gente del paese. La cosa bella era che le mie conoscenze erano assolutamente inutili, non perché superflue, ma perché impraticabili.

Avete questo farmaco? No.

Datele quell'altro, mangiando prima il pane! pane?

Latte! Latte?

Antidolorifico e ghiaccio. Ghiaccio?

... qui si va a tachipirina e ibuprofene, praticamente per tutto!

Molto fiera della mia nuova statura sociale, vi dico l'ultimissima cosa, promesso!

Ho trovato un bellissimo corso di francese: due educatori dei bimbi sordi mi fanno scuola tutti i giorni dopo il rosario e mi danno anche i compiti! La cosa più bella è che mentre Lamì spiega a me, Armand risente la stesse cose a dei bimbi alti tre spanne!! Che figura ci faccio?! Ho iniziato a studiare tantissimo nei momenti liberi, per restare in pari. Se devo essere assimilata alla seconda asilo, almeno voglio essere la prima della classe!

Insomma, tutto bene quaggiù.

Se Dio vuole fa anche un po’ meno caldo.

A presto altre notizie. Prometto: saranno meno prolisse!

 

30 settembre 2009

Anche ieri è arrivato un altro bimbo appena nato, la cui mamma è morta di parto. E così siamo a 2 bimbi microscopici in una settimana, che vanno ad abitare con quello che dopo due mesi pesa 2.6kg. La sua mano è grande come il mio pollice: che carino!

Lo sapete vero che si possono adottare questi bimbi a distanza? (si, questa è una pubblicità progresso!) 

Potete trovare tutto scritto sul sito del cvs:

Mouda: http://www.sodcvs.org/it/sodc2/mouda/index.html

Adozioni a distanza: http://www.sodcvs.org/it/sodc2/mouda/sostenere.htm

Guardando il sito, mi sono resa conto che so i nomi di tutti i bambini delle foto! Questo rende tutto estremamente vero e vicino...

Ieri pomeriggio sono venuti degli infermieri da Marua (la città vicina) portando lo strumento per misurare l'emoglobina. Stanno infatti facendo una sperimentazione su una cura dopo gli attacchi di malaria (che qui hanno tutti). Pare infatti che una tisana fatta con la Moringa (pianta locale) faccia risalire sensibilmente l'emoglobina dei bambini. Così abbiamo passato il pomeriggio a bucare dita e consolare bimbi urlanti.

Oggi avevamo a pranzo il vescovo di qui... avreste dovuto vederlo! Un uomo di 33 anni, simpatico e allegro, che si è presentato alla nostra porta con una bellissima maglia blu allegra, di quelle tutte screziate (un po’ da Hippie). È diventato il mio nuovo mito!

a presto altre foto e notizie

 

1 ottobre 2009

Che schifo! Qualche giorno fa sentito uno zampettio soffuso nel sottotetto di cartongesso (per separarci dal tetto di lamiera) e ho avuto la malsana idea di chiedere: ci sono i topi e i pipistrelli!

E ieri notte mi ha svegliato uno strano rumore e ho acceso la luce: le formiche, accanto al mio letto, tentavano di portarsi via un bruco ciccione in verticale lungo il muro. Forse sto sviluppando dei super sensi... ho sentito il rumore delle formiche al lavoro! Oppure per una strana fusione della legge di Drawin e di Lamark, stando qui sto sviluppando le caratteristiche necessarie alla sopravvivenza: super udito, super velocità, artigi di adamantio... seee, magari...

Oggi ho avuto la mia prima conversazione in francese!! Evviva!! Tra gesti e disegni, ci siamo capite io e Beatrix (una balia del Sarì la Juà, con i bimbi dai 3-6 anni). Doppio evviva! In realtà ho capito che qui la comunicazione è spesso un problema non solo per me: in Camerun parlano più di 200 dialetti diversi! L’altro giorno ero in infermiera e la paziente parlava solo Guiziga con l'infermiere, che traduceva in francese per Francoise, che traduceva in italiano per me.

Ma la cosa più bella è la messa: il prete parla in francese e poi fa una pausa. Saltano fuori due uomini dalla prima fila e traducono in Guiziga e nel linguaggio dei sordi per la comunità: stupendo!

Anche a tavola mi trovo davanti ad uno strano miscuglio multi culturale, seduta accanto a gente di tutte le nazioni africane, un paio di francesi e qualche italiano sparso. Mi trovo sempre a parlare la lingua sbagliata con la persona sbagliata. A volte parlo a Verdianne in Italiano, a Francoise in Inglese e Padre Danilo in francese. Quindi la tavola è uno dei momenti più attesi della giornata, soprattutto perché si mangia bene! Se avessi dovuto nutrirmi all'africana avrei perso almeno una decina di chili: il loro piatto tipico è una farina di miglio senza, immersa nella souse (cosa molliccia appiccicaticcia con roba strana sminuzzata dentro). La mettono in uno scodellone al centro del tavolo e tutti di “pocciano” dentro le mani e mangiano...  I bimbi escono dal pranzo che sembrano aver fatto la doccia nella souse, tanté che spesso ce l'hanno anche nei capelli (senza esagerare). Io di solito esco digiuna e con più Boulle (farina di miglio+souse=bulle) sulla braghe che nello stomaco, grazie ai miei amati bimbi.

 

2 ottobre 2009

Ultimamente qui la vita si è fatta molto attiva. Tutti mi cercano per lavori di informatica e sono sempre a disegnare per i bimbi o in infermeria con il buon Josef.

Ieri è venuta una delegazione da Yahundee (la capitale del Camerun, mooolto lontana da qui) dell'OMS (per i profani: Organizzazione Mondiale della Sanità) per un sospetto caso di leishmaniosi cutanea. Abbiamo qui un bimbo, Sinata, con la faccia mangiata da queste bolle di origine sconosciuta. Sono tre anni che quelli del centro tentano di capire e lo portano in giro per tutto lo stato, senza risultato. Speriamo di aver fatto un bel passo avanti, ieri.

Tra l'altro ho scoperto che qui i bimbi non parlano francese: sanno solo alcune parole. Parlano tutti solo il dialetto del villaggio, il Guiziga! Io, non sapendo il francese, non avevo capito che nemmeno loro lo conoscevano! Questo mi fa sentire molto meno stupida per non aver studiato a casa questa lingua.

Ieri ho anche scoperto che gli acquerelli sulla pelle nera fanno un effetto bellissimo! Ho passato il pomeriggio a fare facce da leone e da giaguaro. Ho inaugurato la faccia da Giaguaro su un bimbo che poverino è caduto nel fuoco della capanna quando era piccolo e che quindi ha tutta una metà del corpo bruciata e gli mancano un orecchio e una mano... Mi fa una tenerezza incredibile: quando mi chiede qualcosa, lo accontento sempre! Emmanuel invece (che io chiamo Chef, perché è sempre a comandare), correndo con la sua faccia da giaguaro in mezzo ai bimbi della Crêche, ha seminato il panico! Tutti a piangere e scappare! Che ridere... Ho dovuto consolare la piccola Sureia in lacrime ( la giustizia divina ha voluto che avesse appena mangiato e che quindi fosse coperta di boulle dalla testa ai piedi, sporcandomi completamente).

Oggi c'è una grande festa al centro. Hanno addobbato tutto e ci saranno grandi cose. Farò un mucchio di foto per fare invidia a voi che siete sotto la triste pioggia italiana, mentre io qui sono immersa in un mare di colori!

buona giornata a tutti

 

4 ottobre 2009

Purtroppo qui internet non ha funzionato per qualche giorno e ora vi tocca una mail lunghissima...

Venerdì abbiamo fatto una grande festa con danze, musiche e co. I ragazzi sordi avevano anche messo su un teatro (io, pur non capendo il francese, ho riso come una cretina) e la sera hanno fatto delle danze (come sentissero la musica, non l'ho ancora capito...)

Ho quasi abbandonato lo studio del francese per darmi al linguaggio dei sordi: ho già imparato l'alfabeto e una ventina di vocaboli, con cui riesco a dire quasi tutto (tanto loro sono molto svegli e capiscono al volo).

Venerdì sera poi ho trovato davanti al refettorio tre ragazze giovani europee. Inizialmente non sapevo cosa fare, perché non avevo idea in che lingue parlargli, ma subito abbiamo attaccato una bella conversazione in inglese: sono 4 ragazze (una è arrivata dopo) tedesche di 19 anni  che passano un anno qui a Marua con il progetto World Wide. Hanno una casa tutta loro in città e lavorano in diversi centri: che coraggio! Sono arrivate qui un paio di giorni prima di me, il 14 settembre e una si è già presa la malaria, nonostante l'antimalarica, l'Autan e le zanzariere. Era un po’ abbattuta e io ho cercato di consolarla: qui la malaria è come da noi la pioggia, scomoda ma frequente ed inevitabile. Io e le ragazze tedesche siamo subito diventate amiche e ci siamo scambiate i numeri e le mail, con la promessa di rivederci in un futuro. Loro erano entusiaste del centro Bethlem e hanno prospettato l'idea di venire qui a lavorare un po’. La sera purtroppo sono ripartite per la città... uffa...

Sabato grande gita a Rumsiki: siamo partiti in 5 e dopo 100 m eravamo 12: tutti quelli del villaggio che avevano bisogno di un passaggio in città, sono saliti dietro al nostro pick-up e siamo diventati un pulmino.

Il  villaggio di Rumsiki è a pochi km dal confine con la Nigeria, a 100 km da qui... 3 ore e mezza di macchina. 1h per i primi 50, poi, sorpresona: 50 km di strada sterrata!!!!!!! Volevo morire (anche il mio fondoschiena voleva morire). Il posto poi era molto bello e caratteristico. Mi sono fatta predire il futuro da uno stregone che legge i granchi (mette i granchi nella sabbia con dei bastoncini e poi guarda cosa fanno… (ovviamente non vi dirò mai cosa mi ha detto!)

Oggi invece sono andata a messa nel villaggio... a piedi!! Che pizza! Ero insieme ai bambini e siamo partiti alle 9 per andare alla messa delle 10.30. Abbiamo fatto mezzora di cammino e poi un'ora di attesa (qui sono già tutti in chiesa mezz'ora prima della messa, come minimo. Arrivare in ritardo a messa non è concepibile. Per tutto il resto un'ora di ritardo è standard... Che la Gloria sia camerunense?). Solo dopo ho scoperto che gli europei venivano in macchina... tantè che sono tornata a piedi, insieme ai miei bimbi. Il caldo in chiesa era straziante e Françoise ha rotto una panca sedendocisi sopra, tra le risate generali.

Qui ho imparato a riconoscere i religiosi dagli altri dal modo con cui fanno il segno di croce: di solito vedi la gente, come me e voi, che lo fa di istinto, senza pensare. Qui ho conosciuto persone che quando fanno il segno di croce prima di mangiare ci mettono tutto l'amore di un abbraccio ad un padre o ad una madre molto amata. Come io riabbraccerò la mia mamma quando tornerò, dopo non averla vista per tanto tempo. Vi giuro che anche solo quel gesto è davvero commovente...

Mi scuso per la mail prolississssssima...

Ve ne prometto di molto peggiori nei giorni prossimi.

 

10 ottobre 2009

Nuove notizie aggiornate. Ho mantenuto il silenzio stampa questa settimana per tre buone ragioni: internet che andava e veniva, qualcuno che si era fregato la chiave della sala PC e perché avevo paura che non mi sopportaste più!

Partiamo dalla notizia più fresca e sconvolgente: stanno uscendo i serpenti!!! Bleah! Ieri stavo facendo la pulizia settimanale della scuola dei sordi con i miei nuovi amici e ne è spuntato uno da una roccia, ucciso prontamente dalla maestra Benedicte (anche lei è sorda, ingambissima: la adoro!). Uno bello grosso è stato trovato morto nell'aiuola davanti a casa. Stamattina Rosa ha portato all'ospedale il papà di un bimbo morso da un serpente... Joseph dice che dove vedi rane, ci sono serpenti, e il nostro portico è pieno! Ha detto anche che a volte scavano le buche sotto le porte ed entrano nelle camere!!!! aaaaah!

Mercoledì sono andata al "giro visite" con Françoise, in bicicletta sui sentierini nei campi che portano nei villaggi vicini, prima da una donna incinta con la febbre tifoide, poi da una bimba malformata di 4 mesi. Quando siamo arrivate alla capanna della bimba abbiamo scoperto che era morta. Françoise ha tempestato di domande il papà e ha scoperto che l'uomo stava pensando di lasciare la moglie perché "i dottori dicevano che aveva una malattia che trasmetteva ai bambini" e non poteva dargli figli sani, essendo che il primo era morto di malaria (notoriamente genetica!) e il secondo era nato malformato. Traduzione: lo stregone del villaggio gli aveva detto di cercarsi un'altra moglie (e scaricare questa). Io subito ho affermato di essere un dottore italiano (piccola bugia, a fin di bene) e che non ci sono malattie di questo genere trasmesse dalla madre. Che i bimbi ammalati possono avere fratelli sani. Françoise ha tradotto in francese e un ragazzo ha tradotto in Guisiga per il papà, quindi non so quanto del mio discorso sia arrivato... quando è iniziata a calare la sera siamo tornate a casa. Qui, mi hanno poi spiegato, la poligamia è normale sia per gli animisti, che per i musulmani, che per i cristiani.

A cena Rosa mi ha raccontato che quello stesso pomeriggio avevano dovuto rianimare due volte un bimbo neonato della Crêche, in arresto cardio-respiratorio. Quando ho chiesto perché non l'avevano portato in ospedale, lei mi ha spiegato che l'ospedale non ha nessuna tecnologia in più di noi. Non hanno l'ossigeno per il bambino, né dei monitor per controllarlo. Tanto vale tenerlo vicino e sott'occhio noi. Insomma: giornatina tranquilla.

Il resto della settimana l'ho passato con i ragazzi e le ragazze sorde, che ho imparato ad amare. Li capisco molto meglio di quanto capisca i francesi e loro capiscano me. Ho girato un po’ tutte le classi, concludendo ieri con la scuola materna, che mi è piaciuta un sacco. Ieri pomeriggio poi ho aiutato a raccogliere le verdure e ho fatto un po’ di sano lavoro manuale, che fa sempre bene.... insieme a mio figlio!

Infatti ho deciso di adottare uno dei bimbi del centro e quando gliel'ho detto (spiegando che cosa era l'adozione a distanza ecc.) lui ha iniziato a guardarmi in un modo stupendo e a chiamarmi mamma. Che carino!

Vi allego una nostra foto

 

12 ottobre 2009

OK, vi tengo aggiornati sulle cose importanti: i serpenti. Rosa dice che qui (all'interno della fondazione) ci sono una vasta gamma di vipere, cobra (che avevano fatto il nido sul suo tetto) e serpente dei sei passi (vedi kill bill). Vedendo il mio palese terrore alla faccenda, tutti si sono messi a raccontarmi esperienze sui serpenti: chi si è svegliato con un serpente in camera, chi (come Rosa) è stato morso e ha iniziato a sputare sangue e prima di arrivare all'ospedale era già in coma delirante... insomma... bello eh?

Oggi ho avuto la mia prima scaramuccia madre-figlio: Emmanuel si rifiutava di parlarmi. Mi seguiva ovunque, piangeva, ma se provavo a parlargli lui fuggiva. Quando l'ho visto con il faccino schiacciato al cancello del sarè delle ragazze sorde, con le lacrime agli occhi, non ce l'ho fatta più: sono andata dal suo responsabile e l'ho obbligato a parlare (quando uno dei responsabili dà un ordine, i ragazzi filano!). In pratica era disperato perché diceva che io non volevo fargli i disegni perché non gli volevo bene e che ero la sua mamma e dovevo trattarlo meglio degli altri. Mi è toccato ricoprirlo di disegni e regali per farlo felice. Già mi chiede cosa gli mando a Natale...

Talvolta qui mi fermo e mi rendo conto di come passa stranamente il tempo: qui una giornata è una vita intera. Forse perché non faccio mai due giorni di fila la stessa cosa... Poi mi rendo conto che per voi là una mail ogni due giorni è un sacco! Io qui mi devo trattenere, per non scrivere sempre!

Nel pomeriggio ho fatto le treccine! Che dolore allucinante!! Mai più nella vita, mai mai più! Quattro ore di travaglio... almeno spero durino abbastanza da sfoggiarle in Italia!

Oggi sono tornata su richiesta alla scuola dei sordi, con i bimbi piccoli e mi sono spaccata la schiena con una bimba terribile che faceva un mare di capricci e che voleva stare solo con me. Quando ad un certo punto mi sono rifiutata di assecondarla, ha tentato di picchiarmi con la riga da lavagna (la bimba è alta sì e no 40 cm, la riga più di un metro). Quando l'insegnante l'ha fermata ha tentato di aggredire anche lui. Allora l'ho afferrata e le ho messo tra le mani un foglio e un pennarello. Lei mi ha guardato e si è sdraiata per terra a disegnare, come se nulla fosse successo... lo ammetto: ho avuto paura!! E pensare che la bimba si chiama Angeline...

 Piove da tutto il giorno e il temporale fa saltare luce, corrente e telefono... i ritmi rallentano.

Riuscirò a fare tutto in tempo?

Baci e abbracci a tutti

ci vediamo venerdì (sob sob, sig sig)

Ilaria

 

18 ottobre 2009

Ciao a tutti, amici dell’Italia. Sono tornata! 

Negli ultimi giorni ho passato momenti durissimi, con le lacrime sempre agli occhi, pronte a mettermi in imbarazzo. Tutti mi hanno salutato commossi e mi hanno dato contatti e-mail, indirizzi, piccoli regali. Mi mancheranno le mie amiche sorde, sveglie e brillanti, i bambini vivaci e felici, i piccoli neonati che ti scrutano con profondi occhi neri. E’ stata un’esperienza incredibile, anche se non so ancora definire che bagaglio mi sia portata a casa: entusiasmo? Voglia di dare? Disincanto? Solo il tempo potrà dirlo.

Ringrazio il Cielo per tutti i doni con cui mi ha sommerso, delle persone che ho incontrato e con cui ho condiviso un momento così importante e intenso della mia vita. Talvolta mi chiedo perché Dio ha voluto che io venissi qui, che progetto ha in mente per me. Ma come si dice: “No, non dirmi Signore di cosa sarà fatto il domani. Dimmi solamente che Tu sei là”.

Il ritorno è stato lungo, lunghissimo: 27 ore senza dormire! Ho chiacchierato con Ibrahim sulla via per il Chad e ho fatto amicizia con una soldatessa Norvegese in aeroporto di NDjamena (ha ucciso per me un orribile insetto gigantesco che volava raso testa e sembrava particolarmente velenoso), che poi ho rincontrato a Parigi e mi ha offerto la colazione.

Atterrata a Parigi mi è venuto un colpo: il pilota ci ha dato il benvenuto e ha annunciato che il tempo era sereno e la temperatura di due gradi. Due gradi?! Ma siamo pazzi?!!!!! Perché nessuno mi aveva avvertito? Ho patito un freddo allucinante! I francesi sono così tirchi da non riscaldare nemmeno gli aereoporti?!

All’aeroporto di Bologna mi aspettavano Papà e Brunino con una stupenda e calda giacca a vento: che sia lodato il Signore!

Quindi presto ci rivedremo per mostravi le foto e scroccarvi soldi per i miei bimbi (e vantarmi di come sono bella con le treccine!)

Baci a tutti

Ilaria

 

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