EVENTI
Improvvisa morte di Piergiorgio Neviani
Anche
a Reggio Emilia la famiglia del CVS diocesano è stata colpita da un grave
lutto. La morte improvvisa di Piergiorgio Neviani, uno dei primi
iscritti, fratello degli ammalati e Fratello Effettivo dei Silenziosi Operai
della Croce.
Il dolore e il turbamento che ci accompagna in questi giorni è
illuminato dalla morte pia concessa da Dio a Piergiorgio e l’insieme di
segni che l’hanno indissolubilmente legato ai Silenziosi Operai della Croce
e alla casa di Re che tanto amava. Piergiorgio infatti ha avuto un malore,
che fin dall’inizio si è manifestato in tutta la sua gravità, appena
terminati gli esercizi di Re il 30 ottobre, mentre stava salutando le
sorelle della Casa per avviarsi in un viaggio che avrebbe potuto essere
fatale, non solo per lui, ma anche per le persone che si appressava a
portare con sé in macchina a casa.
Soccorso immediatamente e portato all’ospedale di Domodossola è
stato in questi giorni amorevolmente vegliato dalla sorella accorsa da
Reggio Emilia e dalle sorelle della Casa, che l’hanno ospitata, consolata,
accompagnata in questo doloroso e faticoso percorso. Siamo a loro
infinitamente riconoscenti.
Ora Piergiorgio riposa nelle braccia amorevoli di Dio, sotto lo
sguardo materno di Maria, incoraggia il nostro cammino associativo, ci
sprona ad andare avanti con la tenacia che era sua propria, nel cogliere le
opportunità che la Provvidenza vorrà offrirci a servizio di Dio e dei
fratelli
CONVEGNO DIOCESANO PASTORALE DELLA SALUTE
Si è tenuto il 17 Settembre 2011 il Convegno Diocesano degli
Operatori della Pastorale della Salute, alla presenza dell'
Arcivescovo Zimowky, Presidente del Pontificio Consiglio per
gli Operatori Sanitari, del vescovo Adriano, del Vescovo
Lorenzo, e con gli interventi di esponenti
dell'Associazione: per ascoltare gli interventi:

Giornata del Malato 2011

Anche quest’ anno in prossimità
dell’11 febbraio, festa della prima apparizione della Vergine a Lourdes, la
chiesa ha celebrato la Giornata Mondiale del Malato; a Reggio Emilia domenica
13, si sono riunite tutte le associazioni impegnate al servizio del fratello
sofferente in Cattedrale attorno al Vescovo, Sua Eccellenza Adriano Caprioli,
per la Celebrazione Eucaristica.
In questa occasione la Chiesa
Madre, che celebra il suo anno giubilare, ha ospitato un bel gruppo di iscritti
del CVS, che si sono distinti per una colorata sciarpa azzurra con
impresso il logo associativo. Al termine della celebrazione il Vescovo si è
intrattenuto a conversare e salutare i fedeli che lo attendevano. Noi del CVS
gli abbiamo donato il sussidio della Giornata Mondiale del malato e la nostra
sciarpa, a ricordo della mattina trascorsa insieme.
Anna Maria Cipriano ha visitato il CVS di
Reggio Emilia

Giovedì 11 novembre 2010, noi del CVS di Reggio Emilia, abbiamo avuto la
visita attesa e molto gradita di sorella Annamaria Cipriano. Il pomeriggio di
giovedì è stato vissuto intensamente perché approfittando della sua presenza,
abbiamo avuto una bella occasione per riflettere insieme sul cammino percorso in
questi ultimi anni, le attività avviate, le risorse presenti, gli aspetti da
potenziare.
Nel primo pomeriggio abbiamo incontrato i capigruppo e la sera il consiglio
diocesano. Sorella Annamaria ha ascoltato con attenzione e ci ha rimandato
alcuni spunti su cui meditare:
1 - La centralità della persona diventa il primo obiettivo della nostra
azione pastorale, perché ci sentiamo responsabili dell’altro , perché la storia
si incontra con la nostra e l’altro è una persona da amare che Dio mi ha messo
accanto. L’attività di piccolo gruppo diviene lo strumento pensato da monsignor
Novarese perché ci possiamo prendere cura gli uni degli altri, stabilire un
rapporto individuale e un cammino personale insieme. E’ la nostra famiglia.
E’ un atteggiamento che richiede tempo e pazienza ma è centrale nel nostro
apostolato. Ad inizio d’anno, nel momento in cui si costruisce un progetto
pastorale ci può domandare:” Che spazio intendiamo dare al cammino di
accompagnamento dell’altro?”
2 - La centralità della Parola- nell’attività di catechesi, nelle riflessioni
che si svolgono nei gruppi, dare centralità alla Parola di Dio che parla al
nostro cuore. La Parola scava, ci cambia e crea un clima di vera condivisione e
rispetto nel gruppo, che si arricchisce attraverso il reciproco dono di sé
all’altro, senza confronti, senza commenti, senza giudizi.
3 - La centralità del CVS diocesano- come luogo dove costruire un progetto
per uscire fuori. Anche se si fa fatica, anche se siamo poco preparati all’
autonomia che lo Statuto ci conferisce, possiamo crescere nella consapevolezza
delle opportunità che ci vengono offerte e nel trovare proposte valide per la
nostra Diocesi, per i nostri gruppi. Il progetto diocesano si struttura di volta
in volta nella conoscenza e approfondimento delle opportunità che lo Statuto ci
offre.
Infine sorella Anna Maria ci ha incoraggiato nel proseguire le nostre
attività e nel nostro cammino; ed è stato veramente bello ospitarla a casa
nostra e condividere con lei, anche in modo molto concreto, un pezzo della
nostra storia.
Grazie sorella Anna Maria!
25° di matrimonio di Rosaria e Ciro 7 Febbraio 2010

Domenica 7 febbraio 2010, giorno in cui la Chiesa celebra la Giornata della
Vita, il CVS di Reggio Emilia ha festeggiato con la sua responsabile diocesana
Rosaria e Ciro, suo marito, il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio.
Alla presenza di molti amici del CVS, familiari e
i due figli, si è svolta la celebrazione eucaristica in cui i due sposi hanno
pregato il Signore e affidato a Lui la loro famiglia, rinnovando le promesse
matrimoniali. Durante la celebrazione eucaristica il nostro assistente Don
Umberto, prendendo spunto dal Vangelo del giorno, la pesca miracolosa, ha
sottolineato come la loro esistenza di coppia non ordinaria, in quanto
fortemente condizionata dalla disabilità, ha trovato la forza di resistere e
dare molti frutti, in quanto si è totalmente affidata alla Volontà di Dio e alla
sua Provvidenza.
Li ha ringraziati calorosamente per la forte testimonianza che in questi anni
ci hanno dato come coppia e come espressione viva del carisma trasmesso da
Monsignor Novarese, in cui l’ammalato ha un compito attivo nella società e nella
Chiesa.
Ha chiuso la celebrazione una testimonianza toccante e spontanea del figlio
Davide, il quale ha brevemente ripercorso gli ostacoli che i suoi genitori hanno
dovuto affrontare nei 25 anni insieme, in particolare lo scandalo del loro
matrimonio, impensabile per la mentalità comune in quanto ambedue disabili, poi
la nascita di due figli. Tutto questo è stato superato perché l’Amore li ha
uniti e ha dato loro la forza, un Amore che non può essere che Dio stesso.
Davide ha concluso ringraziando i suoi genitori di tutto questo e ha dichiarato
loro che “ gli hanno dato tutto”.
Ringraziamo Dio per questi testimoni e per il CVS che all’interno della
Chiesa opera perché creature così speciali realizzino il piano di Dio.
La testimonianza del figlio Davide.
Innanzitutto, voglio ringraziare tutti voi per la vostra presenza, siete
stati fantastici. Mi è stato chiesto di fare una testimonianza sulla vita di
questi 2 “ragazzi un po’ avanzati”. Devo ammettere che non è un’impresa
semplice, ma ci proverò.
Esattamente 25 anni fa, fu celebrato il matrimonio dei miei genitori,
matrimonio non voluto da tutti. Per l’epoca, infatti, due persone in carrozzella
che avevano intenzione di sposarsi e quindi di costruire una famiglia, non
erano viste di buon occhio. Basta considerare, che tra i miei nonni solo la
madre di papà partecipò alla celebrazione, quindi i miei genitori ebbero il
coraggio non solo di sfidare la società dell’epoca ma anche di sfidare le stesse
famiglie. Ma questa avventura era solo all’inizio, infatti quando nacque il
primogenito, mio fratello Alberto, tutti si meravigliarono della forte volontà
che i miei genitori dimostrarono nel voler crescere quest’ultimo. Era, però,
meglio per loro se avessero tenuto da parte un’altra buona dose di meraviglia,
perché sette anni dopo nacque il secondogenito, ovvero, io.
Qui le cose si fecero un po’ più complicate, difatti, non proprio tutti mi
volevano allo stesso modo, la maggioranza dei medici consigliò mia madre di
abortire per le sue condizioni di disabilità, e anche per l’età avanzata di 47
anni. Ma ancora una volta la forza di volontà e l’amore che univa i miei
genitori vinse il volere dei medici affidandosi a Dio, e io nacqui.
Ho riflettuto diverse volte su quale fosse la vera identità di Dio e solo
guardando la vita dei miei genitori mi sono dato una concreta risposta, due
uomini non sono nulla da soli, ed è l’amore che li rende capaci di sfidare ogni
tipo di avversità e di uscirne trionfanti, e credetemi non c’è nulla di più
Divino dell’amore.
Volevo concludere questa mia testimonianza ringraziando i miei
Genitori:Grazie Mamma, Grazie Papà, avete dato a me e a mio fratello tutto ciò
che un figlio può desiderare da una famiglia, Vi amo.
Davide.
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