“Chi accoglie anche uno solo di questi
bambini in nome mio, accoglie me.” Mt (18,1-5)
Così Gesù ha risposto agli apostoli che gli
domandavano chi fosse il più grande nel regno dei
cieli.
Ma questa dichiarazione di Gesù rappresenta anche
per noi un incitamento ad aprire il nostro cuore per
far spazio a tutti i piccoli,perché Gesù ancora oggi
abita in loro.
Questa è la motivazione che ci ha spinto
ad organizzare un progetto dal nome “UNA
GOCCIA di SPERANZA” in collaborazione con
l' unità Pastorale ( San Maurizio, S.Alberto, San
Francesco di Paola ).
L’attività si propone di accogliere,
come dice Gesù, dei bambini della comunità
parrocchiale, e in particolare quelli speciali,
che a causa di qualche forma di handicap, incontrano
maggiori ostacoli nelle relazioni. Nel tempo
trascorso insieme i piccoli, seguiti da animatori
della comunità, potranno giocare, svolgere delle
attività musicali e motorie.
Ma questo appuntamento può diventare un’
opportunità offerta anche alle comunità
parrocchiali: incontrando questi piccoli e le loro
famiglie esse hanno la possibilità di scoprire la
grande ricchezza che ci possono offrire e la
risorsa che costituiscono per le comunità cristiane.
Il progetto si svolge a patire dal mese di
gennaio, un pomeriggio alla settimana, nei locali
della Parrocchia di S. Maurizio ed è stato preceduto
da 4 incontri di formazione per quelle persone che
intendono conoscere meglio la realtà vista con gli
occhi di una persona disabile e\o vogliono mettere
a disposizione qualche pomeriggio per offrire questo
spazio di incontro e attività.
PROGETTO AMICHEVOL-MENTE

Il Comune di Reggio Emilia nei giorni scorsi ha
approvato il progetto “AMICHEVOL- MENTE” presentato
dal CVS nel bando “I Reggiani per Esempio” in
collaborazione con l’associazione dei familiari dei
sofferenti psichici “Sostegno e Zucchero”.
L’iniziativa ha lo scopo di proporre dei
“pacchetti” di 5 incontri laboratoriali a tema, che
coinvolgano a piccolo gruppo sofferenti psichici e
volontari; questi, alla pari, lavoreranno insieme e
condivideranno l’ esperienza del fare.
Il progetto punta in particolare sulla
possibilità di incontro e confronto che spesso può
avvenire in ambienti protetti e accoglienti, magari
fuori dal reparto e dai luoghi di cura, in ambienti
diversi, in questo caso in spazi parrocchiali, dove
possono essere svolte attività aggreganti e
rilassanti.
In questo modo si cerca di sensibilizzare le
comunità, in particolare quelle parrocchiali, sulla
sofferenza che coinvolge le persone affette da varie
forme di malattia mentale e sulla fatica vissuta
spesso in solitudine dai loro familiari. Se poi la
persona che viene a svolgere attività di
volontariato ha fatto o sta facendo esperienza della
malattia , magari nel corpo, il rapporto alla pari,
la condivisione, è vera e molto concreta.
In questo modo si realizza quel accompagnamento
alla pari che rappresenta la modalità privilegiata
per valorizzare ogni persona e darle l’opportunità
di essere soggetto attivo. “Sostegno e zucchero” con
gli utenti e i famigliari non rappresenta quindi
solo il destinatario del progetto, ma diventa il
nostro compagno di viaggio, che con la propria
esperienza ricca e concreta può orientare il
cammino, nella lettura dei bisogni , nel percorso
che man mano si costruisce insieme e nella verifica
finale.
Che la Speranza del Risorto animi le nostre
attività, gli dia respiro in una prospettiva alta,
di promozione integrale della persona umana.