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"Quando
una persona sorride" di don Luigi Garosio
“… immediatamente si
coglieva in lei il tratto dell’infanzia spirituale vissuta alle
dipendenze dell’Immacolata con le componenti: della gioiosità,
della semplicità, della sincerità, dell’affettuosità, della
docilità e della sollecitudine verso i piccoli, i deboli e i
sofferenti.
Instancabile nel suo lavoro,
meticolosa nel suo prendere appunti dei fatti e dei momenti di
grazia, meravigliosa nella sua fedeltà alla preghiera,
Giuseppina trovava nel suo incontro con Gesù le energie e la
luce per donarsi ogni giorno a tutti coloro che l’accostavano.
Il dono di se era incarnato
anzitutto nel suo sorriso: anche se era impossibile accontentare
qualche richiesta, il suo sguardo faceva capire che, ancor prima
di ciò che era richiesto, essa stessa era un dono e una risposta
positiva per chi bussava al suo cuore.
Con grande delicatezza
esprimeva la sua carità assistendo gli ammalati, sollecitava i
sofferenti a vivere attivamente il loro apostolato nel Centro
Volontari della Sofferenza per attuare le richieste della
Vergine Santa fatte a Lourdes e a Fatima.
Il “silenzio interiore”,
dava forma chiara alla sua consacrazione in modo che, - da vari
anni ammalata - con tranquilla serenità univa la sua serenità
univa la sua sofferenza a quella di Gesù mantenendo inalterato
il suo sorriso luminoso e disponendosi alla volontà di Dio, del
quale presentiva l’avvicinarsi del giorno dell’incontro..." |